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DEA BASTET

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LA DEA BASTET O DEA BAST, ERA INIZIALMENTE, IN ORIGINE, LA DEA DELLA GUERRA NEL BASSO EGITTO, OSSIA LA REGIONE DEL DELTA DEL NILO NEL PERIODO ANTECEDENTE ALL’UNIFICAZIONE DELLE CULTURE DELL’EGITTO. IL NOME DELLA DEA BASTET O BAST PUÒ ANCHE ESSERE…

tradotto come Baast, Ubaste e Baset. Nell’antica mitologia greca era anche conosciuta con il nome Ailuros che dal greco áilouros, significa gatto. Ella era una delle più importanti e venerate divinità dell’Antico Egitto, considerata grande dea della casa, dei gatti, delle donne, della fertilità e delle nascite come la dea Iside di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente. La dea Bastet in principio era una dea-leonessa del culto solare, colei che esprimeva il calore benefico del sole, adorata per la sua la sua forza e la sua potenza ma anche per la sua grande bellezza e la sua agilità tanto che con il passare inesorabile del tempo, venne sempre più accostata alla luna ed ai culti lunari ed ai gatti. Bastet, dunque, divenne una dea lunare, specie quando i Greci la identificarono attraverso il sincretismo di Artemide, dea greca della luna. Insieme ad altre dee dalla forma di leone, fu a volte rappresentata come incarnazione dell’occhio di Ra (anche noto come occhio di Horus): poiché definita madre divina e, più nello specifico, divinità protettrice del Basso Egitto, la dea Bastet fu in molte occasioni associata alla dea Uadjet, la principale divinità del Basso Egitto. Così assunse il nome di Uadjet-Bast, così come venne posto l’accostamento fra Sekhmet e Nekhbet, dea principale dell’Alto Egitto.

Grazie ad alcuni documenti siamo oggi a conoscenza che in antichità gli Egizi conferirono a Bastet l’epiteto di “Signora del sistro”, tant’è che poteva essere raffigurata nell’atto di suonare un sistro cerimoniale mentre impugnava con l’altra mano un’egida, talvolta decorata con una testa di leone. Altri propongono la figura della dea Bast come un aspetto di Iside, mentre i greci ancora la videro come una divinità lunare piuttosto che come solare – come accennato poco sopra. Bastet è la Forza della Danza, la Forza degli Incensi, la Forza dei Profumi, la Forza che ci permette di guarire ed infatti denominata Signora delle Bende, ma è anche la Forza che accompagna nei passaggi, colei che conosce l’Invisibile. Il nome di questa splendida dea era associato ai preziosi vasi e recipienti in cui gli antichi egizi conservavano gli unguenti utilizzati come profumi. La dea Bastet allora venne così onorata anche come dea dei profumi, come anche il dio Nefertum, ottenendo un altro affascinante epiteto: la protettrice profumata. Bast era inoltre invocata contro le malattie contagiose, le epidemie e gli spiriti maligni.

Antica preghiera per la Divina BASTET…

“Sia lode a Te Divina Bastet

Il Tuo profumo guida la mia vita

La tua dolcezza mi rasserena

Sia sempre Tu venerata in ogni luogo e da ogni generazione

Siano costruiti i templi a Tuo onore e gloria

Perché Tu ci sia sempre vicino in ogni terra.”

Il luogo centrale del culto di Bastet era sicuramente la città di Par-Bastet, chiamata Bubasti dai greci nella regione del delta del Nilo dove si svolgevano festeggiamenti in onore della dea Bastet, fra cui processioni di barche sacre e diversi riti; in questa città, inoltre, è stata anche ritrovata una necropoli di gatti sacri mummificati, con relativo tempio. Il culto di Bastet, e di conseguenza il culto dei gatti, si diffusero a tal punto che il gatto in Egitto era protetto dalla legge: era infatti vietato fare loro del male o metterli al di fuori dei confini del Regno e chiunque violasse tali leggi, poteva essere condannato alla pena di morte. Ma del culto dei gatti legato alla dea Bast ne parleremo meglio più tardi.

Il nome della Dea Bastet venne grecizzato e cambiò in Bubastis, protettrice delle donne, delle nascite e del focolare domestico, tanto che la sua effige venne poi ellenizzata ed il suo culto era particolarmente caro alle donne. Sappiamo, infatti, che esisteva una sorta di associazione femminile legata al suo culto grazie al papiro demotico di Medinet Ghoran del III secolo a.C. che elenca una lista di nomi femminili e titoli come ad esempio: la Grande Bastet e la Custode del gatto.

Riprendendo per un attimo quanto accennato in apertura, ci viene in mente un proverbio che gli antichi egizi usavano ripetere sesso: “Non si accarezza la gatta Bastet prima di aver affrontato la leonessa Sekhmet”. Questo modo di dire deriva dal mito chiamato “della Dea Distante” secondo la quale una vecchia leggenda narra che «Bastet, morsa da uno scorpione, venne guarita da Ra che, infuriato, provoca una grande siccità, un evento spaventoso per gli egizi che vivevano delle piene del Nilo. Una volta più calmo, manda Thot a cercare Bastet in Nubia, dove la dea si era nascosta sotto forma di leonessa, ossia nelle vesti di Sekhmet. Discendendo il Nilo, Bastet si bagna nel fiume in una città sacra a Iside, trasformandosi di nuovo in benefica dea-gatta, per poi entrare trionfante a Par Bastet, la città dei gatti, dove viene rintracciata da Thot/Shu».

L’esistenza del culto della dea Bastet è attestato in documenti che risalgono fin al 3000 a.C. ed i testi più antichi descrivono Bastet come la figlia del Dio del sole Ra, creata insieme alla sua gemella Sekhmet; tali documenti raccontano che fu proprio per l’intervento di Ra che la forza distruttrice di Sekhmet si placò divenendo, insieme a Bastet, l’equilibrio delle forze della natura. Da un punto di vista estetico, la dea Bastet venne rappresentata con il corpo di donna e la testa di gatto e nella sua mano sinistra veniva posto spesso un amuleto a forma di occhio detto l’Udjat, l’occhio di Ra: tale talismano si diceva avere grandissimi poteri magici e veniva riprodotto anche nelle decorazioni dei templi e delle case a protezione da malattie e negatività. La dea Bastet era talmente amata da divenire per gli egiziani la dea protettrice della famiglia, dei bambini, delle donne, della danza, del sorgere del sole nonché divinità che forniva la protezione contro le forze maligne e le malattie. Il culto di Bastet includeva rituali di purificazione e di profumazione ed è piuttosto probabile che essa fosse associata ai cicli mestruali ed alla fertilità. La profumazione e la purificazione incluse nel suo culto potevano rappresentare la purificazione che il corpo femminile eseguiva attraverso il ciclo mestruale. Inoltre il gatto, all’epoca, era anche un simbolo di disponibilità sessuale, pertanto il profumo di Bastet sarebbe dunque potuto essere interpretato come l’odore della seduzione.

I gatti sono considerati animali legati all’energia oscura dell’universo, che è strettamente legata ai rituali della dea madre. È per questo motivo che i gatti sono stati spesso deificati e considerati sacri da secoli da alcuni popoli. Per gli antichi egizi il gatto era un animale sacro, degno del massimo rispetto, e veniva venerato attraverso rituali specifici. Il gatto è apparso anche nel Libro dei Morti in Egitto, dove ha sconfitto il malvagio pitone. Anche come animale guida, il gatto è caratterizzato dal suo orgoglio e spirito indipendente, ma dà anche curiosità, resistenza, potere curativo e capacità di vedere le cose al buio, quindi trascende l’apparenza. Il gatto nero è il preferito perché portatore di nascita e rinascita dopo l’esondazione del fiume Nilo con il colore della notte e l’oscurità del limo. I gatti erano curati dai sacerdoti del tempio e, se accusati di negligenza, saranno puniti molto severamente. Durante la XII e la XIII dinastia (circa 1800 aC), il culto dei gatti fu nel suo momento più glorioso. Gli egiziani che visitavano il tempio di Bast portavano in offerta statue di gatti in ceramica o bronzo. Quando un gatto moriva, era abitudine per gli egizi rasarsi le sopracciglia in segno di dolore e lutto per la perdita dell’animale.

«I gatti – scrisse il celebre Lovecraft – sono simboli runici di bellezza, invincibilità, meraviglia, orgoglio, libertà, distacco, autosufficienza e di squisito individualismo».

“Bastet, Dea di grazia e bellezza infinita.

Protettrice dei sacri felini.

Proteggi (nome del gatto).

Tienilo/a sempre al riparo dal male, sempre al sicuro e al caldo, e, che abbia sempre da mangiare.

Veglia su di(nome) e, se mai dovesse allontanarsi guidalo/a sempre verso casa.

E concedi a lui/lei molta felicità e una buona vita, senza nessun dolore e senza nessuna difficoltà.”

La Casa di Bastet ossia Bubasti, nome greco della città egizia di Per Bastet, era la sede principale del culto della dea Bastet. Il tempio ad ella dedicato era meraviglioso, nonostante oggi ne rimangano pochi scarni resti in rovina. Le sale degli altari erano costruite in granito rosso ed il pavimento era in basalto. Il naos di Bastet, spazio che ospitava la sua statua, era ricavato da un pezzo unico di granito rosso, alto 366 cm e largo 152 con porte in legno dorato. La statua della dea Bastet era alta circa 150 cm, era rivestita in oro e decorata con pietre preziose, turchesi e lapislazzuli ed i sacerdoti di Bastet rivestivano la statua con abiti pregiati e creavano nelle sale del tempio ungenti e profumi in onore della dea che riponevano poi in barattoli a forma di gatto.

“Salute a Te Divina Signora di Bubastis

Salute a Te, Leonessa sacra, Gatta divina

Figlia della potenza di Ra

Splendore del Cielo e Signora della notte stellata

Tu, il cui profumo gli Dei amano

Madre Divina del Dio della Luce, del Fuoco e delle Fiamme

Tu che sei l’anima della grande Madre Iside

Difendimi da tutte le forze negative

visibili e invisibili

affinché i tuoi nemici non abbiano a nuocermi.”

La città dedicata alla dea Bastet ospitava una grande festa associata al culto della dea, che divenne presto una delle festività più popolari di tutto l’Egitto. Erano feste strettamente legate ai profumi, alla musica, alla danza, all’eleganza e al buon cibo e vino. Le Sacre Sacerdotesse di Bastet indossavano un vestito di un intenso colore rosso e danzavano al suono del sistro, perdendosi in danze in alcuni casi molto sensuali. È grazie al colore dei vestiti delle sue Sacerdotesse Sacre che si associa il colore rosso a Bastet: vestire con abiti di colore rosso in preghiera, meditazione od evocazione aumenta la vicinanza spirituale alla Dea.

Anche oggi è possibile seguire il culto della dea Bastet ed ognuno di noi può essere una sua sacra sacerdotessa o sacro sacerdote. La prima cosa fondamentale da fare per onorare la sacra Bast: la preparazione di un altare domestico in onore della dea Bastet.

Scegliere, come sempre, una superficie da dedicare alla divinità e coprirlo con un panno di colore rosso.

Porre due candele di colore rosso ai lati del tavolo.

Mettere un piatto sull’altare di Bast con all’interno delle caramelle al miele naturale.

Porre le icone di Bastet vicino alla croce Ankh ed all’occhio di Ra; tutte le immagini dovranno ovviamente essere incorniciate.

Porre un diffusore di profumi con fragranza floreale.

Porre una o più statue di Bastet.

Ricordate di tenere sempre rose rosse fresche e profumate sul suo sacro altare ed accendere le candele e gli incensi tutti i giorni mantenendo sempre l’altare pulito e profumato.

“Mille altari cantano la tua gloria!

Mille volte ancora rivivrai nel segreto del Santissimo!

Possa il Tuo nome essere Eterno!

Per Bast, con Bast ed in Bast, possa la vostra vita essere l’immagine della gioia e dell’amore.”

FONTI…
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