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LO STATO ITALIANO HA SPESO 4 MILIONI PER LA MANUTENZIONE DELLO YACHT DI PUTIN

CARTOMANZIA GRATIS NEWSPochi giorni fa un molo vuoto fotografato dai satelliti a Marina di Carrara ha diffuso il sospetto nei social di tutto il mondo: il superyacht sequestrato a Vladimir Putin sembrava fuggito in alto mare. In realtà Repubblica ha ricostruito che è stato solo trasferito in un cantiere per la manutenzione periodica: lavori molto cari, che sono tutti a carico dello Stato italiano. Sì, per mantenere il panfilo del nuovo Zar i contribuenti hanno già speso oltre quattro milioni di euro. Quasi una beffa, perché sembra molto difficile recuperare questi esborsi e il conto continua a crescere: più passa il tempo e più l’esigenza di interventi a bordo aumenta. Lo Scheherazade è stata la preda più importante nella caccia ai tesori degli oligarchi russi scatenata dalle autorità europee come risposta all’invasione dell’Ucraina. 140 metri di lunghezza e ogni lusso immaginabile: 22 cabine per accogliere quaranta vacanzieri vip, sauna, bagno turco, sala di crioterapia, cinema, pista da ballo con tetto apribile, due piazzole per l’atterraggio di elicotteri. Design esterno curato dall’archistar Espen Oeino e interni firmati dall’altrettanto famoso François Zuretti. Ci sono quattro suite, che prevedono anche un piano a coda: il top sono i due appartamenti presidenziali sul ponte panoramico, riservati all’ospite più importante, con bagni in marmo e ampie cabine armadio. L’equipaggio conta 93 dipendenti, tra marinai, addetti al servizio e personale della sicurezza che si occupa pure dei sistemi speciali per impedire l’avvicinamento dei droni. Questa reggia navigante è stata consegnata dai cantieri tedeschi Lurssen nel giugno 2020: il prezzo ufficiale è di 583 milioni di euro, ma con le apparecchiature extra si sarebbero sfiorati i 700 milioni. Come spesso accade in questi casi, è difficile risalire alla proprietà reale. Secondo le intelligence occidentali è destinato all’uso personale di Vladimir Putin: un’indicazione confermata dalle indagini del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria delle Fiamme Gialle. Per questo il 6 maggio 2022 è stato “congelato” per decisione dell’allora ministro delle Finanze Daniele Franco. Una condizione giuridica particolare, che obbliga lo Stato italiano a garantire che resti in condizioni perfette con un impegno gravoso. La gestione è in mano all’Agenzia del Demanio, che lo ha affidato in custodia a Giovanni Costantino, titolare dell’Italian Sea Group, una delle aziende leader del settore. Subito è emerso il problema della manutenzione. C’era infatti da saldare la fattura dei lavori già effettuati a Marina di Carrara: all’inizio è stata girata al titolare formale, Eduard Khudaynatov, perché non era sottoposto alle sanzioni. Ma nel giugno 2022 sono scattati provvedimenti anche contro di lui, bloccandogli anche due immobili di grande prestigio: Villa Altachiara a Portofino e Villa Serena nel cuore di Roma. Da quel momento, tocca allo Stato farsi carico dello yacht di Putin. Oltre al conto in sospeso di sei milioni mandato all’oligarca del petrolio, lo Stato ha già sborsato altri quattro milioni. E molti altri ne occorreranno, perché un gioiello del genere anche se rimane all’ancora richiede attenzioni ad alto costo da parte di tecnici qualificati e artigiani specializzati. Come si recupereranno tutti i soldi spesi per mantenere efficiente l’ammiraglia di Putin? Difficile prevederlo: se un giorno dovesse cadere l’embargo, si potrebbe chiederne il pagamento prima di sbloccare lo Scheherazade.CONTINUA A LEGGERE SU CARTOMANZIA GRATIS

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