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PAOLO ZACCAGNINI BOCCIA I MANESKIN

CARTOMANZIA GRATIS NEWSPer Paolo Zaccagnini niente può essere dato per scontato. Non basta il successo passeggero di una band ben vestita per cambiare la sua idea di musica. Neanche un articolo sul New York Times (“Un giornale finito che non mi dice più niente”) può fargli cambiare idea. I Måneskin non faranno mai parte dell’orizzonte di Zaccagnini. “Come ci si può dimenticare”, sbotta, “di gruppi come Le Ombre o i Banco del Mutuo Soccorso”. Questa, a un primo sguardo, potrebbe sembrare arroganza. La sfuriata di un nostalgico che del presente vede solo il lato negativo e più superficiale. In verità, questo suo atteggiamento è l’esito di anni di esperienze e di studio. Ieri il suo zaccablog ha festeggiato i 10 anni, a dimostrazione del fatto che le sue non sono boutade. Ma sono molti di più gli anni di ricerche dedicate al mondo della musica e non solo. Uno sguardo aperto sul mondo. Mantenendo dei punti fermi, non lasciando spazio a un pensiero slegato dalle pratiche e dai meccanismi con cui è necessario inquadrare i fenomeni: “Nella vita bisogna essere preparati”. Nessuno improvvisazione, dunque.

Zaccagnini ha passato la vita girando per il mondo. Inseguendo il rock, quella musica nata insieme a lui e che ora ha cessato di esistere. Non perdona coloro che, nelle redazioni, devono supervisionare i vari articoli: “Non sanno neanche di cosa si parla”, chiosa Zaccagnini. L’arte, sia essa il cinema o la musica, deve raccontare storie e trasmettere emozioni che restano sotto la pelle oltre che nella memoria. Oggi, invece, dopo i ben noti 15 minuti di fama, tutti vengono dimenticati. Forse perché prima di entrare in scena erano già dimenticabili? Neanche un successo come Barbie sembra accontentarlo. Non basta l’apparenza sfarzosa. Inutile costruire palazzi di cartone che alla prima goccia di pioggia crollano su se stessi. Un po’ amareggiato, ci dice: “Troppo spesso scambiamo la sensualità con il talento”. I look eccessivi, le scenografie multimilionarie e le campagne promozionali studiate nel dettaglio non bastano a riempire qualcosa che è privo di sostanza. La cultura deve fare attenzione: il momento della sua implosione sembra essere vicino.

Salve Zaccagnini, cosa pensa dell’articolo del New York Times dedicato ai Måneskin?
Non so chi sia l’autore e non voglio neanche leggere l’articolo. Io ho 75 anni, vivo il rock da quando ne avevo 6. Anche la questione del bacio (quello di Taylor Swift a Damiano n.d.r): non è un bacio ma è una che lancia un bacio, come in tutti i concerti. Sai quanti ne ho mandati io? Non c’è niente di così strano.

L’autore pensa che siano il gruppo italiano migliore della storia perché non è abbastanza preparato?
Non conosce niente. Uno che dice una cosa del genere e non cita la Premiata Forneria Marconi o il Banco del Mutuo Soccorso non ha capito nulla. Ma ce ne sono tanti altri: Le Orme, gli Osanna… Tra l’altro, Danilo Rustici, il chitarrista degli Osanna, appunto, ha lavorato per anni in America con i più grandi musicisti, come Michael Jackson o Aretha Franklin. Chi scrive evidentemente non ha ascoltato abbastanza musica. Ma questa è la tendenza di oggi.

E del New York Times che pensi?
È un giornale finito, non mi dice più nulla.

È vero che, anche a causa delle piattaforme come Spotify, i generi musicali non sono più definiti?
Non è neanche quello il problema. Il punto è un altro: Elton John ha venduto 100 milioni di dischi. Lo stesso vale per Eric Clapton o i Queen. Loro, invece, quanti ne hanno venduti? Poi non è solo una questioni di vendite. Il basso lo suona meglio Victoria o Tina Weymouth dei Talking Heads? Gail Ann Dorsey, che suonava il basso per David Bowie, non è più brava? Nessuno si informa, questa è la verità. E chi controlla non sa quello che sta leggendo, per cui non può dire niente.

Non è un atteggiamento un po’snob?
Se io faccio leggere un pezzo sulla paleontologia a uno che non conosce la materia posso scrivere qualsiasi cosa. Stiamo parlando di rock e non di geografia. Se dobbiamo parlare di rock allora è giusto che sia la gente che se ne intende a commentare.

All’inizio c’è una descrizione dei loro look al concerto. A te piacciono da quel punto di vista?
Ma allora David Bowie quando suonava? Io l’ho visto quando faceva Ziggy Stardust. Damiano, che sta sempre col petto nudo, l’ha vissuto Iggy Pop? Tra l’altro, la cover che hanno fatto di I Wanna Be Your Dog è terribile.

Non ti è piaciuta?
Ma stiamo scherzando? Hai sentito l’originale? Dai su… Con tutto il rispetto, per carità. Io ho degli amici che mi dicono che devo sentire il chitarrista dei Måneskin. Ma che devo sentire? Io purtroppo ho 75 anni, ho sentito tutti. Il rock è nato con me.

Loro fanno bene a fregarsene di questi giudizi?
Vedi, loro sono un capolavoro vero, molto raro nella storia della musica. Sai di cosa?

Dicci.
Di marketing. Perché si presentano molto bene. Voglio dire, anche quando Victoria si butta sul pubblico… Se n’erano già visti tanti negli anni’70. Poi questi hanno fatto tre album, ma quanto hanno venduto? Si potrebbe sapere quanto hanno venduto o dobbiamo sentire solo quello che scrivono i giornali? Perché ci sono gli artisti e ci sono le cifre.

Pensi che certe volte si nascondano dei fallimenti?
Loro sono una cosa di moda, come purtroppo tutto questo mondo. Dura tutto 15 minuti, come diceva Andy Warhol. Il problema è che io mi ricordo degli anni stupendi. Questo vale per il cinema: attrici come Judi Dench o Margaret Rutherford, donne non bellissime ma attrici straordinarie. Le nuove attrici sono bravissime, sì, però l’arte e le operazioni sono tutte uguali, non sanno di niente.

Il Festival di Venezia l’hai visto?
Vuoi dire la sfilata delle sconosciute del Festival di Venezia. Si chiama ancora Mostra del Cinema o è diventato il Mostro di Venezia? Non ho seguito molto ma leggo i giornali. Mi piace il cinema, la mia famiglia viene dal cinema. Ieri parlavo con due miei cugini, il cui padre era un cineasta bravissimo. Però sono anni che non andiamo in sala.

Come mai?
Se tu pensi che uno dei più grandi incassi della storia è Barbie… Ma non è possibile, ragazzi! Il cinema è fatto di storie, non di queste cose qua.

Oppenheimer l’hai visto?
Non ancora. Io amo moltissimo almeno due attori che sono nel cast: Cillian Murphy e Emily Blunt. Mi dicono che sono molto molto bravi e che forse vinceranno l’Oscar. Ma io aspetto di vedere Quo vadis, che è un film hollywoodiano degli anni ‘50 sugli antichi romani, girato a Roma. Ci sono Robert Taylor e Deborah Kerr. Spero di vederlo presto perché credo che sarà una storia straordinaria.

Anche il cinema è cambiato in peggio?
Il cinema deve raccontare delle storie, bisogna spingere la mente a muoversi. Se non è così allora diventa bellissima pure Kim Kardashian.

E il rock?
Lasciamo perdere. Neanche la musica racconta più niente. Prendi Arisa: brava ma mi canti cinque sue canzoni? Nessuno se le ricorda. Poi, questo è Morgan: bravissimo, un musicista straordinario ma qualcuno sa dirmi cinque canzoni dei Blu Vertigo? Se, invece, chiedo cinque pezzi di Battisti allora sì. Guccini pure. Ivano Fossati figuriamoci. Capito? Quelli sono musicisti.

Tu dici che nessuno rimane veramente nella memoria?
No, per niente. È come il Grande Fratello VIP, quelli “famosi”. Famosi, sì, ma per sei mesi. Non c’è sostanza. Questa è la cosa triste.

Insomma, non c’è proprio speranza?
Mancano le basi perché non c’è più la preparazione scolastica. Io quando ho fatto l’esame di giornalista sono stato bocciato. Per rifarlo, 18 mesi dopo, ho letto 39 volte di seguito il materiale. Sapevo più io di quelli che mi intervistavano. A quel punto sono stato promosso. Bisogna essere preparati nella vita. Stiamo assistendo alla distruzione della cultura in generale, soprattutto in quei paesi dove prima la cultura c’era.

In che senso?
Ad esempio, il Toronto Film Festival è molto più importante del Festival di Venezia. Hanno fatto sì che il cinema del mondo guardasse a Toronto e non più in Europa.

Dicono che il film con Kate Winslet sia molto bello.
Certo, ma Kate Winslet è una signora attrice. Però tu l’hai mai vista nuda? No! Si confonde la sensualità con la bravura. Si confonde l’aspetto esteriore con il talento. Questo è sbagliato.

Un’ultima domanda: oggi Amy Winehouse avrebbe compiuto 40 anni. Un pensiero su di lei?
Una che ha un talento così e si ammazza per amore del marito per me non va bene. Una gran voce resta sempre una gran voce. Però no… Quando è venuta a fare i concerti in Italia non poteva stare neanche sul palco. Non si fa così, non è bello. Negli anni’ 70 lo potevo accettare perché non si conoscevano le conseguenze. Ma dopo tutto questo tempo no. Hai avuto la possibilità di svettare con quella voce straordinaria e tu che fai? La rovini con questa roba. Per l’amore di tuo marito ti fai di eroina? Questa è pazzia non è amore.CONTINUA A LEGGERE SU CARTOMANZIA GRATIS

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